Jacopo Paoletti Tumblelog

Maggio 07

Arianna: Solo un po' -

ariannaciccone:

Non dormo più. E se mi addormento mi sveglio in preda agli attacchi di panico. Ho paura.

Quel viaggio verso casa tua. Quella corsa, le scale, le gambe pesanti, la porta che si apre. Enzo che senza voce mi dice ‘Non c’è più’.

L’urlo di mamma: No. Maledetto. No.

Ancora tremo.

Il tuo viso, che Gianluca ha accarezzato. Il tuo viso sporco di sangue, che Gianluca ha pulito.

Mi alzo ogni mattina e inizio a cercarti. Tutto il giorno. La sera sono stanca, sfinita. Dove sei, Bigols, dove sei?

Ridatemela, vi supplico. Solo un po’, il tempo di abbracciarla ancora una volta, il tempo di dirle addio. 

Feb 21

intervistato.tumblr.com: Intervistato.com on Tumblr -

intervistato:

Con questo post Intervistato.com sbarca qui su Tumblr. Cosa è Intervistato.com? E’ un sito che propone interviste (ma non solo) realizzate in crowdsourcing, dove l’intervistato e le domande sono proposti dagli utenti. Diffondere la conoscenza partendo dal basso significa permettere una libera informazione. Questo per noi è social journalism, ed è quello che cerchiamo di fare. Su Tumblr, oltre a proporre i nuovi e i vecchi contribuiti dal blog, interviste, storify etc, cercheremo di postare o rebloggare quei contenuti che consentano uno sguardo sui fatti di casa nostra e del mondo, ma senza privarci dell’ironia di qualche uscita satirica o della profondità di una citazione d’autore e non. Se vorrete seguirci ne saremo felici.

Dic 30

“C’è solo un modo di dimenticare il tempo: impiegarlo.” (Charles Baudelaire)

“C’è solo un modo di dimenticare il tempo: impiegarlo.” (Charles Baudelaire)

Ago 20

Quando è agosto.

Quando è agosto, le finestre sono chiuse, nel paese. Il ventre stanco del fiume è un respiro caldo, senza fame e sete. La verità che non si può scrivere si nasconde ladra nei vicoli del posto qualunque.

C’è una strada, di notte, che vomita parole. Dove tu sei di passaggio, come il giorno che va nel suo letto. Il rumore dei passi che fumano sigarette, nella voce incomprensibile di nessuno, che non legge, non parla. Quando è agosto.

Jacopo Paoletti.

Maggio 10

Mi chiedo come sarà tutto questo tra neanche 10 anni. Se tutto quello che abbiamo scritto, detto qui dentro, sarà passato almeno come ciò che abbiamo taciuto.

Se sarà rimasto qualcosa, dietro le lettere vuote o le immagini stanche. Se questi byte sono stati davvero noi, o se è solo un riflesso, come tutte le cose, senza possibilità di reale memoria.

Lo penso mentre scrivo speranze di sogni sconosciuti. Mentre scrivo di me dentro la scatola senza contenitore. Mentre scrivo di noi, prima di dormire, come fanno i giorni.

Jacopo Paoletti.

Apr 25

figlidiorwell:

La Resistenza
“C’è una campagna di denigrazione della Resistenza: diretta dall’alto, coltivata dal cortigiano. Il loro gioco preferito è quello dei morti, l’uso dei morti: abolire la festa del 25 aprile e sostituirla con una che metta sullo stesso piano partigiani e combattenti di Salò, celebrare insieme come eroi della patria comune Giacomo Matteotti, ucciso dai fascisti e il filosofo Gentile, presidente dell’accademia fascista, giustiziato dai partigiani, onorare insieme le vittime antifasciste della risiera di San Sabba e quelle delle foibe titine. Proposte da comitati di reduci che evidentemente non hanno mai sentito parlare dei lager in cui i fascisti, prima e dopo l’armistizio, hanno chiuso migliaia di cittadini colpevoli unicamente di essere di etnia slovena.” (Giorgio Bocca)
Jacopo Paoletti
foto: Marco Galardini

figlidiorwell:

La Resistenza

“C’è una campagna di denigrazione della Resistenza: diretta dall’alto, coltivata dal cortigiano. Il loro gioco preferito è quello dei morti, l’uso dei morti: abolire la festa del 25 aprile e sostituirla con una che metta sullo stesso piano partigiani e combattenti di Salò, celebrare insieme come eroi della patria comune Giacomo Matteotti, ucciso dai fascisti e il filosofo Gentile, presidente dell’accademia fascista, giustiziato dai partigiani, onorare insieme le vittime antifasciste della risiera di San Sabba e quelle delle foibe titine. Proposte da comitati di reduci che evidentemente non hanno mai sentito parlare dei lager in cui i fascisti, prima e dopo l’armistizio, hanno chiuso migliaia di cittadini colpevoli unicamente di essere di etnia slovena.” (Giorgio Bocca)

Jacopo Paoletti

foto: Marco Galardini

Apr 14

È aumentata la produzione lorda e netta, il reddito nazionale cumulativo e pro capite, l’occupazione assoluta e relativa, il numero dello auto in circolazione e degli elettrodomestici in funzione, la tariffa delle ragazze squillo, la paga oraria, il biglietto del tram e il totale dei circolanti su detto mezzo, il consumo del pollame, il tasso di sconto, l’età media, la statura media, la valetudinarietà media, la produttività media e la media oraria al giro d’Italia.

Tutto quello che c’è di medio è aumentato, dicono contenti. e quelli che lo negano propongono però anche loro di fare aumentare, e non a chiacchiere, le medie; il prelievo fiscale medio, la scuola media e i ceti medi. Faranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l’automobile l’avrà, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancina da bagno, l’asciugacapelli, il bidet e l’acqua calda.

A tutti. Purché tutti lavorino, purché siano pronti a scarpinare, a fare polvere, a pestarsi i piedi, a tafanarsi l’un con l’altro dalla mattina alla sera.

Io mi oppongo.

” — “La vita agra” di Luciano Bianciardi

Mar 29

Vorrei poter scrivere, trovare del tempo. E’ un da un po’ che ci penso. E così sono passati anni, tanto da non ricordare più se nel frattempo ho fatto ciò che fosse davvero importante. Me lo ricordo la sera, quando torno a dormire, ed è come girare i pensieri, nel vuoto, delle parole non scritte.

Jacopo Paoletti.

Mar 19

Io ci penso, ogni tanto. A come sarebbe potuto essere; se avessi fatto questo o quell’altro. Se avessi fatto scelte diverse, ieri. E ascolto un pezzo tra quelli soliti. Di quelli che ognuno ascolta, quando deve pensare di pensare. E sono domande vuote, quando non hai risposte certe.

E più il tempo passa e più queste domande aumentano. E più il tempo passa, e meno persone trovo, con le vere risposte. Io ci penso, ogni tanto. Seduto sul divano, tra i punti interrogativi. Ci penso. Ma resta il solito pezzo.

Jacopo Paoletti.

Mar 18

“La patria è la fede nella patria. Dio che creandola sorrise sovr’essa, le assegnò per confine le due più sublimi cose ch’ei ponesse in Europa, simboli dell’eterna forza e dell’eterno moto, l’Alpi e il mare. Dalla cerchia immensa dell’Alpi, simile alla colonna di vertebre che costituisce l’unità della forma umana, scende una catena mirabile di continue giogaie che si stende sin dove il mare la bagna e più oltre nella divelta Sicilia. E il mare la ricinge quasi d’abbraccio amoroso ovunque l’Alpi non la ricingono: quel mare che i padri dei padri chiamarono Mare Nostro. E come gemme cadute dal suo diadema stanno disseminate intorno ad essa in quel mare Corsica, Sardegna, Sicilia, ed altre minori isole dove natura di suolo e ossatura di monti e lingua e palpito d’anime parlan d’Italia.” — Giuseppe Mazzini (da La Patria, ne I Pensieri, 1859)