L’orlo.
E’ come vetro. Qui, è come vetro, soffiato, Murano. Le relazioni sono plastica, contorno. Di carne sono solo le semplici mani, che scrivono parole. Le labbra di sangue, che le dicono, mentre sussurrano. Il resto è una lunga strada, dai lati stretti e dal nero in fondo. Ed io cammino, sull’orlo.
Jacopo Paoletti
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