Martedi, Febbraio 1, 2011

Camere senza soffitto.

La vetrina di quel negozio, dove sciogli stipendi, è il letto di qualcuno, stanotte. È una camera senza mura, e un vetro in cui ricordarti di quanti strati è fatto questo mondo. Ermeticamente stagni, si guardano ignorandosi.

Fuma, all’ultimo posto del tram. Fuma e non si lamenta, non sospira. Se sei già affogato smetti di gridare. E ogni volta che il fumo scende, è annegare di nuovo, senza fiatare.

Nell’ultimo angolo del treno cittadino si respira il nero. Ha dei vecchi mocassini, ma li porta come degli zoccoli da infermiere, con il bordo sotto i talloni. È seduto composto, dentro il suo zuccotto ed il cappotto blu. Non è neanche troppo sporco o malvestito, abbastanza per essere invisibile. Guarda verso terra e batte le ciglia, in una dignità composta. Le linee della pelle intorno agli occhi sono incisioni, sono strade. Sono cantieri infiniti di una vita, irrisolti.

Fuma un mozzicone da qualche fermata, e gli occhi gli brillano nel freddo. Ogni tanto affonda nel suo blu fino alla bocca, a nascondere il mento. Fa dei movimenti piccoli, e lenti, per ricordarsi di essere vivo.

La notte non lo vede e lui non vede la notte. È una coperta che non scalda, un tetto che non ripara. È la casa di tutti in cui non abiterebbe nessuno. Illusi di essere uguali, solo perché si sta in piedi, dentro un paio di scarpe, spesso consumate.

Gli chiedo se è la fermata giusta, dove devo scendere, e mi guarda, come se fosse la prima volta che qualcuno lo vede davvero. Perché puoi guardare ma non essere visto. Semplicemente per non essere. Puoi sentirti niente se ti bagni di questo; cosa c’è di umano nel mio, nel suo sguardo. Forse umano non vuol dire nulla. Sono tante scatole dove ci si illude di mettere qualcosa, un significato, un’idea. Ma il vetro delle cose è in mille pezzi di fronte a ciò che è solo, senza rimedio, senza un senso. Come noi due, in mezzo ad altri soli. Stretti nei propri vestiti come nei sogni. Senza rimedio, senza un senso. Come uomini, e nuvole, vietate di fumo.

Fuori piove; forse no. Non sono solo stelle, che piangono, nelle camere senza soffitto.

Jacopo Paoletti.

Note

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