Martedi, Luglio 6, 2010

Quanto è sola, la notte.

Mangio alcool e fumo, per non ricordarmi chi sono. Sopra Termini i gabbiani piangono la mattina. Ombre di persone trascinate nelle vie luride di San Lorenzo. Le facciate dei palazzi sono bagnate dal Silenzio.

E’ la pace dei vinti solitari.

I bar si risvegliano. Il tabellone delle partenze mi ricorda quante ore ci separano. Vorrei qualcosa di tuo a stringermi tra questi pochi sconosciuti. Quante cose non sa il mondo di noi. E’ una vetrina stanca in cui si riflettono parole vuote.

Jacopo Paoletti

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