Sabato, Novembre 13, 2010

“Non è vergogna aver fame, quando si è onesti.”

Paola Caruso

Paola, un’amica precaria del Corriere della Sera, è in sciopero della fame e della sete per il suo posto di lavoro.

paolacars:

Sciopero della fame e della sete, le prime 24 ore. 
Mi sento un po’ debole, ma sto bene. Oggi al telefono ho sentito qualche collega. Nessun altro. Al giornale lo sanno tutti e la direzione tace. Bene.
Spero che la mia protesta rappresenti la battaglia d’inizio di una guerra, la guerra dei precari che non accettano più di essere trattati da reietti.
Non so se riuscirò a far sentire la mia voce. Ci provo.

La citazione nel titolo è di Giuseppe Dessì.

Martedi, Novembre 2, 2010
“Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.”
Pier Paolo Pasolini da “Cos’è questo golpe? Io so”, Corriere della sera, 14 novembre 1974
Foto: Cineteca Bologna (1968)

“Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.”

Pier Paolo Pasolini da “Cos’è questo golpe? Io so”, Corriere della sera, 14 novembre 1974

Foto: Cineteca Bologna (1968)

Martedi, Agosto 24, 2010
“Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.”
Primo Levi da “Un passato che credevamo non dovesse tornare più”, Corriere della sera, 8 maggio 1974; ora in “L’asimmetria e la vita”

“Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.”

Primo Levi da “Un passato che credevamo non dovesse tornare più”, Corriere della sera, 8 maggio 1974; ora in “L’asimmetria e la vita”