Venerdì, Marzo 18, 2011
La patria è la fede nella patria. Dio che creandola sorrise sovr’essa, le assegnò per confine le due più sublimi cose ch’ei ponesse in Europa, simboli dell’eterna forza e dell’eterno moto, l’Alpi e il mare. Dalla cerchia immensa dell’Alpi, simile alla colonna di vertebre che costituisce l’unità della forma umana, scende una catena mirabile di continue giogaie che si stende sin dove il mare la bagna e più oltre nella divelta Sicilia. E il mare la ricinge quasi d’abbraccio amoroso ovunque l’Alpi non la ricingono: quel mare che i padri dei padri chiamarono Mare Nostro. E come gemme cadute dal suo diadema stanno disseminate intorno ad essa in quel mare Corsica, Sardegna, Sicilia, ed altre minori isole dove natura di suolo e ossatura di monti e lingua e palpito d’anime parlan d’Italia. Giuseppe Mazzini (da La Patria, ne I Pensieri, 1859)
Giovedì, Dicembre 2, 2010

L’Italia & la Rivoluzione (dei mediocri).

Anche se questo Governo cadesse, i mediocri resterebbero comunque maggioranza nello stivale: ben ancorati nelle loro posizioni, vanificherebbero de facto ogni successivo (per quanto improbabile) sforzo collettivo.

Se però esiste una Rivoluzione possibile in questo Paese, essa dovrà essere almeno culturale (se non direttamente intellettuale): un Popolo infatti cronicamente ammalato di “neo-analfabetismo” non sarà mai in grado di strutturare una libera opinione (“conoscere per deliberare”), e nell’esercizio della democrazia troverà sempre chi saprà (in)degnamente rappresentarlo nelle sue peggiori virtù.

E sarà l’ennesimo manovratore di un facile gregge composto dai soliti ignoranti individualisti, travestiti da finti quanto improbabili protagonisti.

Perché oggi esiste un’italia, ma non l’Italia. Perché sono gli italiani a non essere pervenuti, e non la storia di questa Nazione, della nostra civiltà che sui generis vive ormai solo di gloriosi ricordi, senza alcuna proiezione futura.

Perché gli italiani li abbiamo persi da tempo, fagocitati nel Mainstream delle banalità come nella Rete dei like; e non è tanto un problema di mezzo ma di totale assenza di qualsivoglia contenuto: le parole ed il loro relativo significato sono ormai come vuoto a perdere, ridotti a brand del consumismo quanto di partito, dove perfino l’idea e l’ideologia vengono professionalmente impacchettati per essere serviti alla massa puntualmente sedata, irrimediabilmente atrofizzata.

Quando invece potrebbe essere il tempo della consapevolezza, come delle scelte, se solo lo volessimo, perché potrebbero non esserci più tutte queste Pompei da lasciar crollare; perché una società senza cultura è solo un cadavere che sta aspettando di essere seppellito.

Jacopo Paoletti

Martedì, Novembre 2, 2010
“Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.”
Pier Paolo Pasolini da “Cos’è questo golpe? Io so”, Corriere della sera, 14 novembre 1974
Foto: Cineteca Bologna (1968)

“Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.”

Pier Paolo Pasolini da “Cos’è questo golpe? Io so”, Corriere della sera, 14 novembre 1974

Foto: Cineteca Bologna (1968)

Giovedì, Aprile 29, 2010 Mercoledì, Aprile 21, 2010

figlidiorwell:

Festival Internazionale del Giornalismo (Perugia, dal 21 al 25 aprile 2010)

“Se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire.” (George Orwell)

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. […]” (Articolo 21 della Costituzione italiana)

Jacopo Paoletti

Martedì, Aprile 13, 2010
figlidiorwell:

Prescrizione non è assoluzioneIl 3 dicembre 2009, Facebook decide di chiudere il mio account. Non vengo mai a sapere ufficialmente la motivazione, nonostante le mie ripetute richieste al loro staff via email. Quello che so è che il mio ultimo post in bacheca, poco prima della chiusura del mio account, fu il seguente:
“Berlusconi è stato prescritto con reato commesso”.
Oggi in Italia, il prossimo ad essere censurato, potresti essere Tu.E’ ancora possibile decidere di non restare a guardare.Prescrizione non è assoluzione. Le parole hanno un significato, riprendiamocelo.Giovedì 6 maggio 2010 alle ore di 18:00 anche i Figli di Orwell saranno davanti alla sede della Rai di Roma con Valigia Blu e Arianna Ciccone, per affermare il diritto alla libera informazione, in primis sulla TV pubblica pagata con i soldi di tutti gli italiani.
“Ci incontreremo là, dove non c’è tenebra.”(O’ Brien in sogno a Winston Smith - tratto da 1984 di George Orwell)
Jacopo Paoletti

figlidiorwell:

Prescrizione non è assoluzione

Il 3 dicembre 2009, Facebook decide di chiudere il mio account. Non vengo mai a sapere ufficialmente la motivazione, nonostante le mie ripetute richieste al loro staff via email. Quello che so è che il mio ultimo post in bacheca, poco prima della chiusura del mio account, fu il seguente:

“Berlusconi è stato prescritto con reato commesso”.

Oggi in Italia, il prossimo ad essere censurato, potresti essere Tu.
E’ ancora possibile decidere di non restare a guardare.

Prescrizione non è assoluzione.
Le parole hanno un significato, riprendiamocelo.

Giovedì 6 maggio 2010 alle ore di 18:00
anche i Figli di Orwell saranno davanti alla sede della Rai di Roma con Valigia Blu e Arianna Ciccone, per affermare il diritto alla libera informazione, in primis sulla TV pubblica pagata con i soldi di tutti gli italiani.

“Ci incontreremo là, dove non c’è tenebra.”
(O’ Brien in sogno a Winston Smith - tratto da 1984 di George Orwell)

Jacopo Paoletti

Giovedì, Aprile 8, 2010
figlidiorwell:

“Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano — per sempre.” (O’Brien - 1984 - George Orwell)
Jacopo Paoletti
foto: nome rimosso su richiesta dell’utente

figlidiorwell:

“Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano — per sempre.” (O’Brien - 1984 - George Orwell)

Jacopo Paoletti

foto: nome rimosso su richiesta dell’utente