L’Italia & la Rivoluzione (dei mediocri).
Anche se questo Governo cadesse, i mediocri resterebbero comunque maggioranza nello stivale: ben ancorati nelle loro posizioni, vanificherebbero de facto ogni successivo (per quanto improbabile) sforzo collettivo.
Se però esiste una Rivoluzione possibile in questo Paese, essa dovrà essere almeno culturale (se non direttamente intellettuale): un Popolo infatti cronicamente ammalato di “neo-analfabetismo” non sarà mai in grado di strutturare una libera opinione (“conoscere per deliberare”), e nell’esercizio della democrazia troverà sempre chi saprà (in)degnamente rappresentarlo nelle sue peggiori virtù.
E sarà l’ennesimo manovratore di un facile gregge composto dai soliti ignoranti individualisti, travestiti da finti quanto improbabili protagonisti.
Perché oggi esiste un’italia, ma non l’Italia. Perché sono gli italiani a non essere pervenuti, e non la storia di questa Nazione, della nostra civiltà che sui generis vive ormai solo di gloriosi ricordi, senza alcuna proiezione futura.
Perché gli italiani li abbiamo persi da tempo, fagocitati nel Mainstream delle banalità come nella Rete dei like; e non è tanto un problema di mezzo ma di totale assenza di qualsivoglia contenuto: le parole ed il loro relativo significato sono ormai come vuoto a perdere, ridotti a brand del consumismo quanto di partito, dove perfino l’idea e l’ideologia vengono professionalmente impacchettati per essere serviti alla massa puntualmente sedata, irrimediabilmente atrofizzata.
Quando invece potrebbe essere il tempo della consapevolezza, come delle scelte, se solo lo volessimo, perché potrebbero non esserci più tutte queste Pompei da lasciar crollare; perché una società senza cultura è solo un cadavere che sta aspettando di essere seppellito.
Jacopo Paoletti
“Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.”
Pier Paolo Pasolini da “Cos’è questo golpe? Io so”, Corriere della sera, 14 novembre 1974
Foto: Cineteca Bologna (1968)
(via kshaed)
Festival Internazionale del Giornalismo (Perugia, dal 21 al 25 aprile 2010)
“Se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire.” (George Orwell)
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. […]” (Articolo 21 della Costituzione italiana)
Jacopo Paoletti
Prescrizione non è assoluzione
Il 3 dicembre 2009, Facebook decide di chiudere il mio account. Non vengo mai a sapere ufficialmente la motivazione, nonostante le mie ripetute richieste al loro staff via email. Quello che so è che il mio ultimo post in bacheca, poco prima della chiusura del mio account, fu il seguente:“Berlusconi è stato prescritto con reato commesso”.Oggi in Italia, il prossimo ad essere censurato, potresti essere Tu.
E’ ancora possibile decidere di non restare a guardare.
Prescrizione non è assoluzione.
Le parole hanno un significato, riprendiamocelo.
Giovedì 6 maggio 2010 alle ore di 18:00 anche i Figli di Orwell saranno davanti alla sede della Rai di Roma con Valigia Blu e Arianna Ciccone, per affermare il diritto alla libera informazione, in primis sulla TV pubblica pagata con i soldi di tutti gli italiani.“Ci incontreremo là, dove non c’è tenebra.”
(O’ Brien in sogno a Winston Smith - tratto da 1984 di George Orwell)Jacopo Paoletti
