Epilogo.
Le vere domande e le vere risposte non sono fatte di parole, ma di azioni, di gesti. Eppure ogni cosa fatta la si paga in ansia, in insuccesso e, se tutto va bene, in nostalgia.
(Fabrizio De Andrè)
La mia ragazza. La mia donna. La mia puttana. La mia schiava.
Per la mia mamma è la mia fidanzata. Per i miei amici e il solo loro desiderio impossibile.
Presto sarà la mia compagna. Quella che sposerò e sarà mia moglie.
La mia stronza facile. La mia personale e insostituibile consolatrice.
Quella per cui ho lasciato e lascerei tutto. Quello per cui cambierei o inizierei una vita.
Il mio sogno e il mio stesso incubo.
La mia consigliera, anche quando non si risparmia (più o meno giustamente) di insultarmi. La mia tata, che mi controlla le coperte la notte e mi prepara la colazione o il pranzo il giorno.
Pronta a tenermi testa. Anche quando è in ginocchio di fronte a me. Anche quando la costringo con il viso a terra per prendermi da lei dietro ogni cosa di lei.
Quando sai che solo tu puoi soddisfare ogni mio pensiero.
Semplicemente sei, per me unica possibile. Ti amo.
JCP per nome rimosso su richiesta dell’utente