Quando è agosto.
Quando è agosto, le finestre sono chiuse, nel paese. Il ventre stanco del fiume è un respiro caldo, senza fame e sete. La verità che non si può scrivere si nasconde ladra nei vicoli del posto qualunque.
C’è una strada, di notte, che vomita parole. Dove tu sei di passaggio, come il giorno che va nel suo letto. Il rumore dei passi che fumano sigarette, nella voce incomprensibile di nessuno, che non legge, non parla. Quando è agosto.
Jacopo Paoletti.
Casa vuota.
Cancello e riscrivo parole. Come con il sonno. Nascosto e vinto. Mentre avanti e indietro, lungo il corridoio, loro con me ci scorrono sopra. Ed è un sogno che non ti svegli e non ti addormenti. Fino a mattina.
Jacopo Paoletti
La città di notte.
La città e la notte sono due stupide compagne sbronze che a malapena si danno la mano, ci bevono sopra per dimenticare. Sono due prostitute navigate e malvestite che guardano la feccia del mondo dal basso dei loro stracci succinti, senza scandali.
La città di notte puzza di piscio e di sudore. E’ un intestino caldo pronto a defecare. Gli autobus pieni anche nel buio, degli invisibili di giorno. Di lavori che nessuno vuol fare. E’ colorata di lingue che non si conoscono e che neanche ora si parlano, perché si dorme anche sulle panchine. Scritte sui muri trasparenti agli sguardi, che raccontano di noi.
La città di notte è una storia che nessuno vuole raccontare. I negozi chiusi e i pochi bar aperti. E’ alcool e fumo. Trascina i piedi come un barbone fuori la stazione, quando non c’è più nessuno nemmeno a deriderlo. La città di notte è una coperta calda in piena estate.
La città non piange. Nasconde il suo lamento nei vicoli antichi, dietro le finestre chiuse. Si tappa la bocca con una serranda, una persiana. Nel rumore dei tacchi alti di chi vende se stesso e dei sandali consumati di chi non ha più nulla da vendere. Dove ladro e divisa si confondono.
La mattina presto la città si riveste, si toglie i panni sporchi. Per un attimo il suo corpo vecchio e nudo è visibile a tutti, prima di potersi coprire ancora, con il vestito buono. Calpestata di nuovo, sullo stesso marciapiede.
Jacopo Paoletti
Quadro: “Notte Stellata sul Rodano” - Van Gogh
La vecchia puttana.

Le parole non ti possono salvare. Sono una vecchia puttana, lungo la strada: sempre pronta a venderti il grande amore, per quei pochi soldi, ma ad offrirti meno di un orgasmo veloce, per potersi rivestire in fretta. Ti svuota il portafogli prima, e forse anche dell’anima dopo, mentre sta colando ancora del tuo seme.
Perché poi resti di notte, sul muretto davanti casa, quello appena sotto al lampione. Con una sigaretta che fuma, ed i pensieri di nebbia. Dov’è giorno, e di nuovo notte, senza senso.
E le guardi scriversi mentre sono la mia vita, quella che vorrei comprare; quando sono l’illusione, che vorrei vendermi; condannate al sogno, che non potrò mai permettermi.
Jacopo Paoletti
Photo by Helmut Newton