Lunedi, Maggio 3, 2010
figlidiorwell:

No alla censura
“La lingua che si parla in Oceania si sta trasformando così in Neolingua, un nuovo linguaggio in cui tutte le parole hanno un’unica accezione che riducendo il significato ai concetti più elementari rende impossibile concepire un pensiero critico individuale. Con la creazione della neolingua il partito censura quindi l’utilizzo di molte parole, convogliando quelle sgradite (come ad esempio “democrazia”) nell’unico termine “psicoreato”: in questo modo diventa impossibile formulare, e a lungo andare anche solo pensare ad un argomento “proibito”. I semplici concetti che renderebbero discutibile l’operato del partito diventano inesprimibili. La stessa parola “psicoreato” va ben oltre il divieto di esprimersi, ma si spinge appunto a vietare anche solo di pensare  in modo divergente dai dettami del governo totalitario sotto il Grande Fratello.” (1984 - George Orwell)
Jacopo Paoletti
foto: idea e scatto di Jacopo Paoletti - artwork di nome rimosso su richiesta dell’utente

figlidiorwell:

No alla censura

“La lingua che si parla in Oceania si sta trasformando così in Neolingua, un nuovo linguaggio in cui tutte le parole hanno un’unica accezione che riducendo il significato ai concetti più elementari rende impossibile concepire un pensiero critico individuale. Con la creazione della neolingua il partito censura quindi l’utilizzo di molte parole, convogliando quelle sgradite (come ad esempio “democrazia”) nell’unico termine “psicoreato”: in questo modo diventa impossibile formulare, e a lungo andare anche solo pensare ad un argomento “proibito”. I semplici concetti che renderebbero discutibile l’operato del partito diventano inesprimibili. La stessa parola “psicoreato” va ben oltre il divieto di esprimersi, ma si spinge appunto a vietare anche solo di pensare  in modo divergente dai dettami del governo totalitario sotto il Grande Fratello.” (1984 - George Orwell)

Jacopo Paoletti

foto: idea e scatto di Jacopo Paoletti - artwork di nome rimosso su richiesta dell’utente

Martedi, Aprile 13, 2010
figlidiorwell:

Prescrizione non è assoluzioneIl 3 dicembre 2009, Facebook decide di chiudere il mio account. Non vengo mai a sapere ufficialmente la motivazione, nonostante le mie ripetute richieste al loro staff via email. Quello che so è che il mio ultimo post in bacheca, poco prima della chiusura del mio account, fu il seguente:
“Berlusconi è stato prescritto con reato commesso”.
Oggi in Italia, il prossimo ad essere censurato, potresti essere Tu.E’ ancora possibile decidere di non restare a guardare.Prescrizione non è assoluzione. Le parole hanno un significato, riprendiamocelo.Giovedì 6 maggio 2010 alle ore di 18:00 anche i Figli di Orwell saranno davanti alla sede della Rai di Roma con Valigia Blu e Arianna Ciccone, per affermare il diritto alla libera informazione, in primis sulla TV pubblica pagata con i soldi di tutti gli italiani.
“Ci incontreremo là, dove non c’è tenebra.”(O’ Brien in sogno a Winston Smith - tratto da 1984 di George Orwell)
Jacopo Paoletti

figlidiorwell:

Prescrizione non è assoluzione

Il 3 dicembre 2009, Facebook decide di chiudere il mio account. Non vengo mai a sapere ufficialmente la motivazione, nonostante le mie ripetute richieste al loro staff via email. Quello che so è che il mio ultimo post in bacheca, poco prima della chiusura del mio account, fu il seguente:

“Berlusconi è stato prescritto con reato commesso”.

Oggi in Italia, il prossimo ad essere censurato, potresti essere Tu.
E’ ancora possibile decidere di non restare a guardare.

Prescrizione non è assoluzione.
Le parole hanno un significato, riprendiamocelo.

Giovedì 6 maggio 2010 alle ore di 18:00
anche i Figli di Orwell saranno davanti alla sede della Rai di Roma con Valigia Blu e Arianna Ciccone, per affermare il diritto alla libera informazione, in primis sulla TV pubblica pagata con i soldi di tutti gli italiani.

“Ci incontreremo là, dove non c’è tenebra.”
(O’ Brien in sogno a Winston Smith - tratto da 1984 di George Orwell)

Jacopo Paoletti